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Ex Fabrica – Gianni Cacciarini, Emiliano Baldi

Giovedì 5 maggio, presso la galleria della Fondazione Il Bisonte si inaugura la mostra delle opere, di Gianni Cacciarini ed Emiliano Baldi.
20 incisioni e 5 grandi pitture. La mostra rimarrà aperta fino al 1 giugno 2016.

Galleria Il Bisonte, Via san Niccolò 24rosso,
www.ilbisonte.it
gallery@ilbisonte.it
0552342585

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Due artisti (due generazioni) a confronto sul tema della fabbrica

Fu nel febbraio del 1978 e cioè quasi quarant’anni or sono che Gianni Cacciarini decise di mostrare (mi par di ricordare nella storica Galleria della libreria Gonnelli) una parte del suo lavoro di incisore, lavoro già a quel tempo piuttosto cospicuo e assai articolato, anche in ragione del fatto che quasi esclusivamente all’arte incisoria egli si era dedicato fino a quel momento. Da allora, come si suol dire, molta acqua è passata sotto i ponti e quindi molta strada ha fatto la carriera di questo artista ormai affermato tra i primissimi (e non solo come incisore, e non solo in questa sua città mai ‘tradita’ e però, come è quasi d’obbligo, soprattutto per gli artisti, caparbiamente ‘odiosamata’). Tra le tavole (e le serie tematiche o cicli) di quella giovanile esposizione si potevano distinguere, per una particolare eccellenza di esecuzione e di resa espressiva, due serie in special modo, una dedicata al motivo dei tralci e dei vitigni (in terra di Toscana) e un’altra alla rappresentazione-evocazione di fabbriche dismesse e abbandonate, impianti industriali che Gianni negli anni aveva di volta in volta individuato durante alcuni suoi vagabondaggi e sopralluoghi tra Firenze e Pisa. Si trattava di immagini di grande impatto che rimandavano da un lato (e più in positivo) al concetto di archeologia industriale (poi, come si sa, mutato in topos culturale) e dall’altro (pensando invece alle sollecitazioni emotive di quei manufatti) al fascino per tutto ciò che è residuale e mero reperto di un tempo leggendario ma con ancora i segni, pur combusti, di un’antica e fervida funzionalità. In più, la mano di Cacciarini incisore conferiva ai soggetti, così acutamente trascelti fra i tanti che si potevano incontrare nel perimetro di una certa Toscana produttiva, quella dinamica contrastiva che è propria del chiaroscuro dell’acquaforte ma trattata con una tale, radicale ricerca di spunti ed effetti ‘pittorici’, da far pensare che la laboriosa e fitta ‘quadrettatura’ tipica di quella tecnica potesse avere di mira, non già una restituzione obbligatoriamente in bianco-nero del soggetto, ma quasi volesse raggiungere un certo grado di cromatismo, seppure con allusioni coloristiche fatalmente virtuali.
Ebbene, più di recente, è poi successo che un giovane artista toscano, Emiliano Baldi, naturalmente versato nell’arte dell’incisione (ma non solo), abbia preso a frequentare fin dagli anni dell’Accademia lo studio fiorentino di Gianni Cacciarini trovando non poche sintonie con il maestro. Analogie e tangenze simpatetiche non solo con la sua ricca produzione figurativa, ma poi anche dettate da un comune background di afferenze culturali che in ultimo hanno assistito la creazione, se non proprio di un ciclo vero e proprio, almeno di una serie di tavole che appunto rappresentano la ripresa del tema della fabbrica, anche se nel caso di Baldi non nella obbligata modalità del disuso e dell’abbandono. Che il più giovane artista provenga (anche per ragioni anagrafiche) da una realtà e da un ambiente fortemente industrializzato come quello piombinese non riesce difficile intuire dalle sue composizioni, e in ciò egli si distingue abbastanza di netto dal più ‘cittadino’ e agé Cacciarini per il quale quelle costruzioni ormai decrepite e aggredite da una natura vendicatrice rivivevano principalmente in forza di una loro metafisica e dunque finemente atemporale emblematicità. Diversamente perciò dalla rappresentazione delle ciminiere e del paesaggio industriale di Emiliano Baldi. Rappresentazione lontana, la sua, da ogni più lieve aura di nostalgica poeticità anche perchè non gli resta estraneo neppure il richiamo della figura, spesso integrata (e non casualmente) proprio nel contesto più emotivamente coinvolgente di una certa realtà operaia. Nelle tavole del Baldi, infatti, non è difficile percepire una urgenza e una tensione che potremmo senz’altro definire sociale, anche se ormai dimentica di quelle istanze ideologiche così marcate che avevano distinto tutto un filone della ricerca figurativa del secondo Novecento. Baldi invece, forte di una notevole dimestichezza con le tecniche dell’acquaforte, si muove con una certa disinvoltura all’interno della tavola, alternando soggetti e figure e utilizzando uno stesso spazio per scomporlo con opportuni scomparti interni in modo da offrire alla nostra attenzione una serie di variazioni del tema, piuttosto che un soggetto ad una dimensione e per di più centrato in una sua inamovibile unicità. Anche l’immagine della fabbrica allora può subire questa sorta di moltiplicazione prospettica, ovvero questa seriazione o giustapposizione di raffigurazioni sempre diverse. Il risultato ottenuto non delude affatto, anzi riesce tanto più suggestivo in quanto la stessa struttura del falansterio anziché imporsi per l’ingombro della sua massa sembra in questo modo risaltare per una sua singolare ‘leggerezza’ che gli deriva proprio dal gesto ‘modernista’ che imprime quell’originario movimento.

Giuseppe Nicoletti

Il Bisonte – stamperia d’arte, scuola di grafica

La prestigiosa stamperia d’arte e scuola di grafica in mostra a Pontassieve. Litografie e calcografie dei grandi del Novecento, da Picasso a Carrà a cura di Antonio Natali e Adriano Bimbi. Pontassieve, dal 30 aprile al 3 luglio 2016

IL BISONTE
La prestigiosa stamperia d’arte e scuola di grafica in mostra a Pontassieve.
Litografie e calcografie dei grandi del Novecento, da Picasso a Carrà a cura di Antonio Natali e Adriano Bimbi

30 aprile – 3 luglio 2016
Sala delle Colonne del Palazzo Comunale – Via Tanzini, 32 – Pontassieve
Una nuova avventura culturale che aggiunge un nuovo tassello al percorso d’arte pensato ed ideato per la Sala delle Colonne di Pontassieve.

Si inaugura sabato 30 aprile alle 17,30 nel palazzo comunale la mostra “Il Bisonte – stamperia d’arte e scuola di grafica”, un viaggio alla scoperta dell’attività di un caposaldo della tradizione artistica fiorentina e di tutto quell’universo culturale che circonda questo glorioso marchio.
Antonio Natali e Adriano Bimbi – curatori della mostra – ci guideranno tra litografie e incisioni nel racconto di come una stamperia possa diventare luogo di incontro e contaminazione culturale ed artistica. Sarà possibile ammirare i lavori (calcografie e litografie) di grandi interpreti del Novecento come Carlo Carrà, Gino Severini, Ardengo Soffici, Venturino Venturi insieme a nomi internazionali come Pablo Picasso e Henry Moore, ma anche le opere di giovani artisti del nostro tempo che nella Scuola Internazionale di Grafica del Bisonte si sono formati ed affermati. Proprio questa unione ha fatto la forza di questo marchio, la contaminazione tra conosciuto ed emergente, tra passato e propensione di valorizzazione per il futuro e che fino al 3 luglio sarà possibile conoscere a Pontassieve.
Una mostra, sostenuta dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, dove la promozione dell’arte si intreccia quindi con la valorizzazione delle tecniche, l’offerta didattica di sperimentazione rivolta ai più giovani.
Addentrarsi in questo mondo diventa quindi  un’avventura nel passato, ma anche un omaggio al presente di una Scuola che ancora oggi rappresenta un centro di produzione e fermento creativo di estrema importanza nel panorama internazionale.
L’inaugurazione è fissata per sabato 30 Aprile alle ore 17.30 e vedrà gli interventi di Monica Marini, Sindaco del Comune di Pontassieve; Carlo Boni, Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Pontassieve; Antonio Natali, storico dell’Arte; Adriano Bimbi, docente dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e Rodolfo Ceccotti, direttore della Fondazione il Bisonte.

Orario Mostra – ingresso gratuito
Sala delle Colonne del Palazzo Comunale – Via Tanzini, 32 – Pontassieve
30 aprile – 3 luglio 2016
Martedì, giovedì, sabato, domenica 16.00 – 19.00
Mercoledì e venerdì 9.00 – 12.00
Lunedì chiuso

Per informazioni
Comune di Pontassieve, servizio Cultura
tel. 055/8360346 – 055/8360344
cultura@comune.pontassieve.fi.it

Livorno al Bisonte 2005-2016

Saranno presentati i lavori realizzati da ragazzi livornesi che negli anni si sono aggiudicati le borse di studio messe a disposizione da Fondazione Livorno per frequentare la scuola di grafica Il Bisonte.
Risale al 2005 il primo contributo che Fondazione Livorno ha erogato per l’assegnazione delle borse di studio e dopo 10 anni la collaborazione tra Fondazione Livorno e Fondazione Bisonte continua: ogni anno giovani che vogliono affinare la propria tecnica e ritagliarsi uno spazio nel difficile mondo della grafica riescono a frequentare la Scuola Internazionale di Grafica d’Arte, fondata nel 1983 per arricchire e dare continuità alla tradizione dell’omonima stamperia fiorentina.
La ricorrenza dei 10 anni di collaborazione ha rappresentato l’occasione per realizzare questa mostra, in cui i ragazzi potranno esporre un’opera eseguita al Bisonte durante il corso di specializzazione ed un’altra, sia questa pittorica, scultorea, incisoria, che testimoni il proseguimento del percorso artistico dei borsisti.
I livornesi che hanno frequentato i corsi del Bisonte offerti da Fondazione Livorno dal 2005 al 2015 (con un investimento complessivo di € 235.790,00) sono 36, tutti presenti con le proprie opere in mostra e nel catalogo:
2005: Fabrizio Del Moro, Ilaria Martellacci, Barbara Salani
2006: Elisa Bucciantini, Xochitl Giancaterino, Denia Petrocelli
2007: Tommaso Eppesteingher , Rebecca Filippi, Elisa Tonini
2008: Carlotta Baldetti, Enrico Fiorini, Olga Radicchi
2009: Ludovica Gambaro, Simona Perruzza, Valentina Restivo
2010: Laura Calloni, Yasmine Dainelli, Daniela Pili
2011: Enrico Bertelli, Monica Martinico, Margherita Santaniello
2012: Miguel Angel Citi, Luca Di Pietro, Martina Masotti, Veronica Prete
2013: Lorenzo Giuliani, Alessio Indraccolo, Barbara Merani, Silvia Parente
2014: Claudia Barsacchi, Pietro Desirò, Lucrezia Bufalini, Elisa Pagni Korbus
2015: Giulio Bonatti, Federico Falleni, Samantha Torri