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Lorenzo Giandotti – Solitudo

Inaugurazione 11 maggio 2017
LORENZO GIANDOTTI
Solitudo

Galleria Il Bisonte, Via San Niccolò, 24rosso, Firenze
La mostra rimarrà aperta fino al 1 giugno 2017
con il seguente orario: lunedì-venerdì 9/13 e 15/19, sabato su appuntamento, domenica chiuso
Tel. 055 2342585 – email: gallery@ilbisonte.it – www.ilbisonte.it

Estratti dai due testi in corredo al catalogo:

…Nel suo “Viaggio pittorico”, presentato nel 2011, scrivevo – ed oggi ne sono ancor più convinto – che Lorenzo Giandotti ci rimanda ad una iconografia nobile e ininterrotta, con una discrezione davvero unica (i suoi “silenzi assordanti”), con una sua lirica solitudo che ci accompagna verso una urbanitas che credevamo definitivamente perduta. Infine, una considerazione sul “Calabrone”: un’incisione bellissima e molto cara all’Autore. Il Calabrone – ceramolle/puntasecca, come molta altra grafica qui presente, è un insetto intrigante: è quello che da ragazzi chiamavamo “bombo” per quel suo corpo pesante dalle piccole ali. Il “bombus terrestris”, richiamato nella narrazione di Bilenchi, per il quale, sembra che Einstein ebbe a dire che “la struttura del calabrone , in relazione al suo peso, non è adatto al volo, ma lui non lo sa e vola lo stesso…”. Ecco, affiderei a questo involonatrio messaggio “etico” del calabrone il senso di questa mostra: una testimonianza artistica dalla grande carica civile, che crede ancora, nonostante tutto, nella salvazione della nostra civiltà…

Francesco Gurrieri
Accademia delle Arti del Disegno

 

…Mi pare questa la prima riflessione da fare in rapporto alle incisioni che Il gelo ha suscitato in Giandotti: sono queste prove di una scrittura grafica come la cera molle, essenziali nella loro stesura in cui si cerca di unire l’evocazione della memoria alla rappresentazione del segno e dei chiaroscuri. E quindi queste incisioni segnano più il tempo interiore dell’artista che non quello del racconto, che si compie non in una rappresentazione descrittiva, in cui nel romanzo, la trama costituisce il centro, quanto nell’apparire di singole immagini tra loro correlate quali fantasmi della memoria evocati dall’emozione vissuta. L’incisione si sa è un linguaggio grafico che non consente divagazioni come nella scrittura può essere la “prosa d’arte”, ma costringe il pittore a un lavoro duro, sciogliere l’immagine dai dettagli inutili della descrizione, fissare come in una radiografia l’essenza delle cose.
L’esempio più alto di questo linguaggio rimane, nella cultura artistica del nostro Novecento, quell’opera capitale che sono le incisioni di Giorgio Morandi, che ha condotto la tecnica dell’acquaforte allo stesso livello di espressione raggiunto dalla sua pittura.
L’incisione è stata per Giandotti la forma parallela, non minore di espressione a quella della pittura, ed egli da anni, con una costanza e un rigore che è difficile ritrovare nei suoi contemporanei, svolge il suo discorso, la costituzione in immagini delle sue emozioni, sia nella prima che nella seconda, nel suo linguaggio unico di sintesi attraverso l’immagine di rievocazioni che fondono emozione e memoria. Pochi pittori contemporanei hanno saputo fare altrettanto…

Marco Fagioli

Keisei Kobayashi, Maurice Pasternak, Evan Summer

Inaugurazione 16 marzo,
Keisei Kobayashi, Maurice Pasternak, Evan Summer
tre artisti selezionati dal Premio Leonardo Sciascia, amateur d’estampes – VIII edizione 2015-2016

Galleria Il Bisonte, Via San Niccolò, 24rosso, Firenze
La mostra rimarrà aperta fino al 13 aprile 2017
con il seguente orario: lunedì-venerdì 9/13 e 15/19, sabato su appuntamento, domenica chiuso
Tel. 055 2342585 – email: gallery@ilbisonte.it – www.ilbisonte.it

KEISEI KOBAYASHI
Xilografo giapponese, Keisei Kobayashi è professore emerito presso la Tama art University.
ha esposto in mostre personali e biennali in tutto il mondo, ricevendo numerosi premi e riconoscimenti. Sue opere sono parte di collezioni quali British Museum; royal academy of arts (UK); Washington State University (USa); The national Museum of Modern art, Tokyo; national Museum of art, osaka; osaka contemporary art center (Giappone), e numerose altre.

MAURICE PASTERNAK
Vive e lavora a Bruxelles. dal 1975 ha esposto in mostre personali in Belgio, Gran Bretagna,
USa, Francia, Giappone, Lussemburgo, cina. dal 1967 ha preso parte a biennali e triennali in italia, Germania, Francia, Gran Bretagna, canada, Svizzera, norvegia, Spagna, Polonia, USa, egitto, cina, india, irlanda e Taiwan.
Sue opere sono state acquisite da importanti collezioni, quali il Gabinetto di Stampe di Bruxelles e Liegi, La Banca nazionale del Belgio, il Museo di cracovia, il Museo d’arte Moderna di Taipei, il Museo d’arte Moderna di Stoccolma, il new orleans Museum of art, il Museo e collezione dell’Università
di alberta, in canada ed il Museo di Birzeit University di ramallah, in Palestina.

EVAN SUMMER
Artista statunitense specializzato in incisione su rame ed in collagrafia.
È professore d’arte presso Kutztown University, negli USa, dove insegna incisione dal 1984.
Gran parte del suo lavoro è rappresentato da paesaggi senza tempo, spesso raffiguranti forme architetto- niche e geometriche. descrive panorami reali, aggiungendovi suoi propri elementi ricavati da memorie e fantasie. i concetti di solitudine, isolamento e paura sono enfatizzati dall’assenza di elementi umani.
ha partecipato a biennali e premi i tutto il mondo. il suo lavoro è stato esposto in più di duecento mostre collettive e ad invito a cracovia, Taipei, Pechino, Tokyo, Guanlan (cina), Fredrikstad (norvegia), in russia, italia, Bulgaria ed in innumerevoli località negli USA.

Gao Jun (Mosè) – Bianco & Nero, come i tasti di un pianoforte

Gao Jun (Mosè)
disegni e dipinti

Inaugurazione 16 febbraio,
chiusura mostra 3 marzo 2017
Scrive di lui Rodolfo Ceccotti:
“Era la fine dell’agosto del 2013 quando, per la prima volta, partii per la Cina diretto a Lanzhou, la “Città d’Oro” sul Fiume Giallo. Malgrado poco incline ai lunghi viaggi, accettai l’invito dell’Università Nazionale d’Arte di quella città per l’interessamento dell’amico Adriano Bimbi che aveva già intrapreso analogo viaggio. Lì avrei incontrato docenti cinesi e tenuto incontri con studenti. Il mio contatto era con un pittore e professore cinese che non conoscevo, Gao Jun che per un anno aveva frequentato l’Accademia fiorentina. All’arrivo, in aeroporto, fra la folla, mi accolse un viso sorridente con un cartello con sopra la scritta “Ceccotto”. Il sollievo di quell’incontro, in un Paese sconosciuto e l’istantanea simpatia di Gao, contribuirono a rompere il ghiaccio. Quasi subito nacque un’amicizia che non è mai venuta meno. Si presentò come Mosè, un nome adottato per gli occidentali e scelto dalla Bibbia. Il tempo trascorso assieme ha rivelato il suo carattere, la sottile ironia, l’onestà morale e la dedizione al suo lavoro, la pittura, appunto. Il tema ricorrente nei suoi lavori è la natura nei suoi vari aspetti. Oltre che a dipingere ad olio, esprime le sue emozioni attraverso l’uso della china nera su carta, rinnovando le tradizioni antiche del suo Paese ed interpretandole con gli occhi e la mente verso l’arte occidentale. Mosè (seguiterò a chiamarlo così), conosce profondamente l’arte cinese, ma ha anche girato in lungo e in largo l’Europa visitando i più importanti musei di arte antica e contemporanea. Si è nutrito di culture diverse, ha un bagaglio di emozioni visive direi fuori dal comune, che riversa consapevolmente nel suo lavoro d’artista. L’ho osservato spesso in Cina ed in Italia fermarsi nella campagna, entusiasmato da un luogo che aveva visto e che lo ispirava: estraeva i suoi strumenti e cominciava a lavorare seduto su un minuscolo panchetto. Lavorando non avvertiva fatica, ignorava il vento e la pioggia o il sole a picco. Gli era sufficiente una carta, la china ed uno stecco appuntito per disegnare. Durante la notte, nello studio o nella camera d’albergo, nel completo silenzio, ritrovava il momento ideale per completare il suo lavoro. Così questi suoi appunti di emozioni prendono vita attraverso un intrigo di segni, raccontano di alberi, colline, costruzioni seminascoste… dove il bianco e il nero dominano la composizione con qualche nota di colore come un contrappunto musicale. Il naturalismo che lo aveva ispirato dà spazio all’universo delle emozioni.
Queste opere oggi sono in bella mostra al Bisonte, sono affiancate da alcune fotografie: Mosè è anche un ottimo fotografo. Sono ritratti di amici, foto anche queste rigorosamente in bianco e nero, scatti mirati alla ricerca dell’anima dei personaggi ritratti. Due aspetti diversi, la pittura e la fotografia, dove il punto comune di incontro è l’emotività poetica del nostro Mosè.”

Mostra Annuale 2016

MOSTRA ANNUALE 2016
Inaugurazione venerdì 25 Novembre 2016, ore 17,30
Galleria Il Bisonte, Via San Niccolò 24/rosso, Firenze
Seguirà un incontro con gli studenti e rinfresco alla scuola in Via Giardino Serristori 13/rosso

La mostra rimarrà aperta fino al 7 dicembre 2016
con il seguente orario:
dal lunedì e al venerdì 9.00/13.00 e 15.00/19.00
sabato e domenica e festivi chiuso

Si chiude l’anno scolastico e vengono mese in mostra le opere dei giovani artisti che hanno frequentato Il Bisonte, una selezione di lavori che includono varie tecniche, dalla litografia all’incisone, dal mezzotinto alla xilografia. L’inaugurazione si svolge in Galleria, in Via San Niccolò, ma per quest’anno la scuola rimarrà aperta per permettere la visita ai laboratori e possibilmente assistere a qualche stampa in diretta, inoltre durante l’inaugurazione verranno consegnati i diplomi agli studenti.

Bisonte KIDS

Il prossimo 15 dicembre inaugurerà la mostra Giovani Collezionisti di Grafica d’Arte, se non avete già ottenuto la Prima Stampa della vostra collezione questo è il momento giusto, se invece ne avete già una per averne di nuove dovrete guadagnare punti e la Mostra Annuale ne garantisce uno per ogni partecipante.

TERNI LAPILLI/Giochi di Guerra – Pavlo Makov

Inaugurazione giovedì 3 Novembre – ore 18
Fondazione Il Bisonte – via San Niccolò, 24r – 50125 Firenze
orario: dal lunedì al venerdì 9-13 e 15-19. Sabato su appuntamento. Domenica chiuso

La mostra rimarrà aperta fino al 23 Novembre 2016.
Il Bisonte ospiterà l’artista ucraino Pavlo Makov classe 1958, dopo che l’anno scorso fece una prima esposizione in Italia alla galleria Doris Ghetta di Ortisei. Makov non è nuovo al Bisonte, già da alcuni anni frequenta i laboratori di incisione della fondazione fiorentina per lavorare sulle sue singolari incisioni. Questa collaborazione è stata lo spunto per una mostra personale che idealmente si colloca al vertice di tre esposizioni particolarmente significative per Il Bisonte che indicano nuove direzioni per la storica fondazione. Dopo il litografo americano Andrew DeCaen e le fotoincisioni di Giovanni Greppi, che ci hanno permesso di portare alla ribalta aspetti tecnici meno ortodossi, presentiamo le particolarissime opere di Pavlo Makov.
Opere uniche dove la tiratura si comprime tutta su un unico foglio, che passa e ripassa sotto il torchio, quasi torturato dalla matrice che deve accogliere, il risultato è qualcosa di imprevisto: città, paesaggi, vedute dall’alto di campagne spianate e antropizzate, quasi come in un gioco ossessivo, comunque razionale e lucido. Su queste stampe l’artista interviene manualmente con la grafite legando e uniformando le varie immagini.
Di volta in volta, questo mutevole contenitore prende l’essenza del contenuto alla ricerca di una planimetria utopica – chiari i riferimenti alle Città Invisibili di Calvino – o in preda ad una fuga da un sito infernale, sconvolto da una guerra, nominata nel titolo della mostra, che si percepisce scivolare mortifera appena fuori dall’inquadratura urbana, che incombe fisicamente sullo studio dell’artista, che abita e lavora in Ucraina a pochi chilometri dal confine conteso con la Russia.

La Natura Ordinaria – Giovanni Greppi

La Natura Ordinaria
mostra di Giovanni Greppi
Il 6 ottobre 2016 inauguriamo la mostra di Giovanni Greppi, con un catalogo corredato di testi critici di Giovanna Uzzani e Nicola Micieli.
Dopo aver studiato al Bisonte nel 91/92, Greppi ha portato avanti la sua personale ricerca poetico tecnica, specializzandosi nell’uso della foto-incisione, tecnica non ancora completamente sdoganata nell’ambito della grafica tradizionale.

Dai testi critici a corredo del catalogo:

Giovanna Uzzani
” Il percorso dell’artista, così come la cartella di incisioni documenta, si offre in scelte apparentemente distanti: insegue l’emozione della luce nella vastità dei paesaggi, sperimenta l’annullamento della figurazione nello sfocarsi dei contorni di un fiore di campo, per giungere infine alla ricomposizione oggettiva e nitida dei dettagli di vita quotidiana.”

Nicola Micieli
“La ragione degli scatti con i quali anche nella presente, sua terza stagione Greppi sottrae alcune di quelle immagini al flusso e le rielabora consegnandole a un mezzo grafico che richiede un lungo e laborioso processo formatore, consiste nel desiderio di leggerle con altri tempi, altra durata percettiva ed esperienza interiore e un diverso registro espressivo, rispetto alla linearità e labilità della comunicazione fluida alla quale andiamo sempre più abituandoci. è una lettura, questa, inevitabilmente proiettiva. Non si dà senza aver assimilato e interiormente elaborato il dato reale originario alla luce della sensibilità dell’artista da esso stimolata e dell’emozione suscitata nel suo animo, per cui è importante rigenerare il filo di quel moto lungo tutto il percorso formatore e nella vibrazione, non solo sottotraccia, dell’immagine alla quale infine egli approda.”
6 – 28 ottobre 2016
dal lunedi al venerdi dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19
sabato su appuntamento e domenica chiuso
telefono 055 2342585
www.ilbisonte.it
gallery@ilbisonte.it

Fondazione Il Bisonte
via San Niccolò 24/rosso
Firenze

Bando di concorso per workshop – Toscana in Contemporanea 2016

Siamo lieti di condividere il Bando di Concorso per accedere a 20 ore di workshop pratici, di pittura en plain air alla Fondazione Primo Conti di Fiesole e di incisione alla Fondazione Il Bisonte, che culmineranno con una mostra collettiva persso il Comune di Fiesole. Il tutto realizzato nell’ambito di Toscana in Contemporanea 2016.

I posti sono limitati e riservati a residenti in Toscana (ma di qualsiasi provenienza).

Qui il bando

Grafica d’Arte Americana Contemporanea

Grafica d’Arte Americana Contemporanea
Galleria Il Bisonte
San Niccolò 24/rosso
Firenze, Italia

Mostra aperta al pubblico e gratuita: dal 9 al 23 Settembre, 2016
Inaugurazione: 9 Settembre dalle 18 alle 20
Introduzione con il curatore la sera dell’inaugurazione.
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19, sabato su appuntamento, domenica chiuso.
Email:  gallery@ilbisonte.it
Tel. 055 2342585

Artisti in mostra:
Miguel Aragon, Staten Island, New York
Emily Arthur, Madison, Wisconsin
Janet Ballweg, Bowling Green, Ohio
Michael Barnes, Saint Charles, Illinois
Josh Dannin, Manchester, New Hampshire
Andrew DeCaen, Denton, Texas
Jeffrey Dell, San Marcos, Texas,
Amze Emmons, Philadelphia, Pennsylvania
Lari Gibbons, Denton, TX
Karla Hackenmiller, Athens, Ohio
Nicole Hand, Murray, Kentucky
Melissa Harshman, Athens, Georgia
John Hitchcock, Madison, Wisconsin
Michael Krueger, Lawrence, Kansas
Carrie Lingscheit, Chicago, Illinois
Beauvais Lyons, Knoxville, Tennessee
Kathryn Maxwell, Tempe, Arizona
Phyllis McGibbon, Wellesley, Massachusetts
Yoonmi Nam, Lawrence, Kansas
Ashley Nason, Eaton, Colorado
Kathryn Polk, Tucson, Arizona,
Andrew Raftery, Providence, Rhode Island
Jason Scuilla, Manhattan, Kansas
Hyeyoung Shin, Kansas City, Missouri
Tanja Softic, Richmond, Virginia
Jon Swindler, Athens, Georgia
Erik Waterkotte, Charlotte, North Carolina
Art Werger, Athens, Ohio
Koichi Yamamoto, Knoxville, Tennessee
Rina Yoon, Milwaukee, Wisconsin

Andrew DeCaen:  www.andrewdecaen.com

In mostra i lavori di artisti incisori (ma più propriamente artisti che utilizzano le più variegate tecniche della grafica d’arte) contemporanei dagli Stati Uniti d’America.
L’artista staunitense Andrew DeCaen ha curato questa mostra in preparazione del suo soggiorno come artista in residenza presso La Fondazione Il Bisonte.
Gli artisti, provenienti da molte e diverse regioni e stati degli USA, rappresentano lo stato della ricerca contemporanea, estetica e tecnica, nell’ambito della grafica d’arte. Si esprimono tramite un ampio ventaglio di linguaggi: figurazione, traiettorie surrealiste, image sampling, documentazione naturalistica, astrazione lirica; esplorando temi di cocente contemporaneità come la preoccupazione sull’ambiente, l’urbanizzazione selvaggia, il femminismo, la desensibilizzazione alla violenza e l’interruzione delle convenzioni fino ad oggi ritenute valide.
Questa mostra tenta di scandagliare la vitalità e la diversità della grafica d’arte contemporanea attraverso una varietà di processi e tecniche, incluse: stampa a rilievo xilografica, stampa a caratteri mobili, embossing, incisione con acido, incisione elettrolitica, acquatinta, bulino su metallo, foto incisione, litografia su pietra e su lastra, serigrafia, stampa digitale , ed altre complesse e raffinate tecniche.

Ex Fabrica – Gianni Cacciarini, Emiliano Baldi

Giovedì 5 maggio, presso la galleria della Fondazione Il Bisonte si inaugura la mostra delle opere, di Gianni Cacciarini ed Emiliano Baldi.
20 incisioni e 5 grandi pitture. La mostra rimarrà aperta fino al 1 giugno 2016.

Galleria Il Bisonte, Via san Niccolò 24rosso,
www.ilbisonte.it
gallery@ilbisonte.it
0552342585

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Due artisti (due generazioni) a confronto sul tema della fabbrica

Fu nel febbraio del 1978 e cioè quasi quarant’anni or sono che Gianni Cacciarini decise di mostrare (mi par di ricordare nella storica Galleria della libreria Gonnelli) una parte del suo lavoro di incisore, lavoro già a quel tempo piuttosto cospicuo e assai articolato, anche in ragione del fatto che quasi esclusivamente all’arte incisoria egli si era dedicato fino a quel momento. Da allora, come si suol dire, molta acqua è passata sotto i ponti e quindi molta strada ha fatto la carriera di questo artista ormai affermato tra i primissimi (e non solo come incisore, e non solo in questa sua città mai ‘tradita’ e però, come è quasi d’obbligo, soprattutto per gli artisti, caparbiamente ‘odiosamata’). Tra le tavole (e le serie tematiche o cicli) di quella giovanile esposizione si potevano distinguere, per una particolare eccellenza di esecuzione e di resa espressiva, due serie in special modo, una dedicata al motivo dei tralci e dei vitigni (in terra di Toscana) e un’altra alla rappresentazione-evocazione di fabbriche dismesse e abbandonate, impianti industriali che Gianni negli anni aveva di volta in volta individuato durante alcuni suoi vagabondaggi e sopralluoghi tra Firenze e Pisa. Si trattava di immagini di grande impatto che rimandavano da un lato (e più in positivo) al concetto di archeologia industriale (poi, come si sa, mutato in topos culturale) e dall’altro (pensando invece alle sollecitazioni emotive di quei manufatti) al fascino per tutto ciò che è residuale e mero reperto di un tempo leggendario ma con ancora i segni, pur combusti, di un’antica e fervida funzionalità. In più, la mano di Cacciarini incisore conferiva ai soggetti, così acutamente trascelti fra i tanti che si potevano incontrare nel perimetro di una certa Toscana produttiva, quella dinamica contrastiva che è propria del chiaroscuro dell’acquaforte ma trattata con una tale, radicale ricerca di spunti ed effetti ‘pittorici’, da far pensare che la laboriosa e fitta ‘quadrettatura’ tipica di quella tecnica potesse avere di mira, non già una restituzione obbligatoriamente in bianco-nero del soggetto, ma quasi volesse raggiungere un certo grado di cromatismo, seppure con allusioni coloristiche fatalmente virtuali.
Ebbene, più di recente, è poi successo che un giovane artista toscano, Emiliano Baldi, naturalmente versato nell’arte dell’incisione (ma non solo), abbia preso a frequentare fin dagli anni dell’Accademia lo studio fiorentino di Gianni Cacciarini trovando non poche sintonie con il maestro. Analogie e tangenze simpatetiche non solo con la sua ricca produzione figurativa, ma poi anche dettate da un comune background di afferenze culturali che in ultimo hanno assistito la creazione, se non proprio di un ciclo vero e proprio, almeno di una serie di tavole che appunto rappresentano la ripresa del tema della fabbrica, anche se nel caso di Baldi non nella obbligata modalità del disuso e dell’abbandono. Che il più giovane artista provenga (anche per ragioni anagrafiche) da una realtà e da un ambiente fortemente industrializzato come quello piombinese non riesce difficile intuire dalle sue composizioni, e in ciò egli si distingue abbastanza di netto dal più ‘cittadino’ e agé Cacciarini per il quale quelle costruzioni ormai decrepite e aggredite da una natura vendicatrice rivivevano principalmente in forza di una loro metafisica e dunque finemente atemporale emblematicità. Diversamente perciò dalla rappresentazione delle ciminiere e del paesaggio industriale di Emiliano Baldi. Rappresentazione lontana, la sua, da ogni più lieve aura di nostalgica poeticità anche perchè non gli resta estraneo neppure il richiamo della figura, spesso integrata (e non casualmente) proprio nel contesto più emotivamente coinvolgente di una certa realtà operaia. Nelle tavole del Baldi, infatti, non è difficile percepire una urgenza e una tensione che potremmo senz’altro definire sociale, anche se ormai dimentica di quelle istanze ideologiche così marcate che avevano distinto tutto un filone della ricerca figurativa del secondo Novecento. Baldi invece, forte di una notevole dimestichezza con le tecniche dell’acquaforte, si muove con una certa disinvoltura all’interno della tavola, alternando soggetti e figure e utilizzando uno stesso spazio per scomporlo con opportuni scomparti interni in modo da offrire alla nostra attenzione una serie di variazioni del tema, piuttosto che un soggetto ad una dimensione e per di più centrato in una sua inamovibile unicità. Anche l’immagine della fabbrica allora può subire questa sorta di moltiplicazione prospettica, ovvero questa seriazione o giustapposizione di raffigurazioni sempre diverse. Il risultato ottenuto non delude affatto, anzi riesce tanto più suggestivo in quanto la stessa struttura del falansterio anziché imporsi per l’ingombro della sua massa sembra in questo modo risaltare per una sua singolare ‘leggerezza’ che gli deriva proprio dal gesto ‘modernista’ che imprime quell’originario movimento.

Giuseppe Nicoletti

Il Bisonte – stamperia d’arte, scuola di grafica

La prestigiosa stamperia d’arte e scuola di grafica in mostra a Pontassieve. Litografie e calcografie dei grandi del Novecento, da Picasso a Carrà a cura di Antonio Natali e Adriano Bimbi. Pontassieve, dal 30 aprile al 3 luglio 2016

IL BISONTE
La prestigiosa stamperia d’arte e scuola di grafica in mostra a Pontassieve.
Litografie e calcografie dei grandi del Novecento, da Picasso a Carrà a cura di Antonio Natali e Adriano Bimbi

30 aprile – 3 luglio 2016
Sala delle Colonne del Palazzo Comunale – Via Tanzini, 32 – Pontassieve
Una nuova avventura culturale che aggiunge un nuovo tassello al percorso d’arte pensato ed ideato per la Sala delle Colonne di Pontassieve.

Si inaugura sabato 30 aprile alle 17,30 nel palazzo comunale la mostra “Il Bisonte – stamperia d’arte e scuola di grafica”, un viaggio alla scoperta dell’attività di un caposaldo della tradizione artistica fiorentina e di tutto quell’universo culturale che circonda questo glorioso marchio.
Antonio Natali e Adriano Bimbi – curatori della mostra – ci guideranno tra litografie e incisioni nel racconto di come una stamperia possa diventare luogo di incontro e contaminazione culturale ed artistica. Sarà possibile ammirare i lavori (calcografie e litografie) di grandi interpreti del Novecento come Carlo Carrà, Gino Severini, Ardengo Soffici, Venturino Venturi insieme a nomi internazionali come Pablo Picasso e Henry Moore, ma anche le opere di giovani artisti del nostro tempo che nella Scuola Internazionale di Grafica del Bisonte si sono formati ed affermati. Proprio questa unione ha fatto la forza di questo marchio, la contaminazione tra conosciuto ed emergente, tra passato e propensione di valorizzazione per il futuro e che fino al 3 luglio sarà possibile conoscere a Pontassieve.
Una mostra, sostenuta dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, dove la promozione dell’arte si intreccia quindi con la valorizzazione delle tecniche, l’offerta didattica di sperimentazione rivolta ai più giovani.
Addentrarsi in questo mondo diventa quindi  un’avventura nel passato, ma anche un omaggio al presente di una Scuola che ancora oggi rappresenta un centro di produzione e fermento creativo di estrema importanza nel panorama internazionale.
L’inaugurazione è fissata per sabato 30 Aprile alle ore 17.30 e vedrà gli interventi di Monica Marini, Sindaco del Comune di Pontassieve; Carlo Boni, Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Pontassieve; Antonio Natali, storico dell’Arte; Adriano Bimbi, docente dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e Rodolfo Ceccotti, direttore della Fondazione il Bisonte.

Orario Mostra – ingresso gratuito
Sala delle Colonne del Palazzo Comunale – Via Tanzini, 32 – Pontassieve
30 aprile – 3 luglio 2016
Martedì, giovedì, sabato, domenica 16.00 – 19.00
Mercoledì e venerdì 9.00 – 12.00
Lunedì chiuso

Per informazioni
Comune di Pontassieve, servizio Cultura
tel. 055/8360346 – 055/8360344
cultura@comune.pontassieve.fi.it