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Krzysztof Skorczewski: Silenzi Sovrani

dal 19 ottobre al 17 novembre,
30 incisioni e 15 pastelli dell’artista/bulinista polacco Krzysztof Skorczewski.
Presso la Galleria della Fondazione Il Bisonte, via San Niccolò 24/rosso, Firenze.
orario: 9,00 – 13,00 e 15,00 – 19,00.
Sabato e domenica aperto su appuntamento.
per informazioni
telefono: 055 2342585
email: gallery@ilbisonte.it

estratto dal catalogo presente in galeria:
“…Paesaggi avvolti da un mistero arcaico, nello stesso tempo futuribile, congelati nella loro surreale distruzione, quasi presaghi di un mondo che affascina ma che non vorremo mai vedere. Testimoni immutabili il cielo e le nuvole che sovrastano le architetture, il cataclisma è già passato, le rovine immobili sono in bell’ordine, le grandi pietre, in bilico su travi lignee, hanno trovato il loro equilibrio..”.

Visioni Oniriche – 6 artisti incisori da Oaxaca

Giovedì 28 settembre alle ore 18,30 presso la galleria Il Bisonte, via San Niccolò 24/rosso inauguriamo la mostra

Oniriche visioni – 6 artisti incisori da Oaxaca
Ixrrael Montes.
Didier Mayes.
Tomás Pineda.
Rolando Rojas.
Saúl Castro.
Alejandro Martínez.

Si tratta di 6 artisti incisori provenienti dal Messico e più precisamente dalla città di Oaxaca, già patria di Rufino Tamayo, che al Bisonte produsse due memorabili tirature. Maestri nell’uso del colore e dei toni forti. Raffinati nelle tecniche dell’incisione e con un forte e leggibile legame con la loro cultura.
I sei artisti sono ospiti per una breve residenza nei laboratori della fondazione al termine della quale viene inaugurata la mostra. Sarà possibile incontrare gli artisti durante l’inaugurazione e visitarli in laboratorio i giorni precedenti.

Organizzazione a cura di alexpintart.com

Catalogo in galleria.
Sarà offerto un buffet con degustazione di Mezcal artigianale.

Carte Segrete dalla collezione di Maria Luigia Guaita

Carte Segrete dalla collezione di Maria Luigia Guaita
19 settembre – 6 ottobre 2017
presso:
Archivio Storico del Comune di Firenze
Palazzo Bastogi – Via dell’Oriuolo, 35 – Firenze
telefono: 055 2616527 – email: archstor@comune.fi.it

Orario mostra:
lunedì e venerdì 11.00/16.00
martedì, mercoledì e giovedì 11.00/18.00 sabato e domenica chiuso

AFRO – BARTOLINI Luigi – BELLMER Hans – BOSCHI Dino – BRAUNER Victor – BUSSOTTI Renzo – CACCIARINI Gianni – CALANDRI Mario – CALDER Alexander – CAMPAGNOLI Romano – CAMPIGLI Massimo – CAPOCCHINI Ugo – CAPOGROSSI Giuseppe – CARRÀ Carlo – CASTELLANI Leonardo – CECCOTTI Rodolfo – CLERICI Fabrizio – CONTI primo – CREMONINI Leonardo – DE CHIRICO Giorgio – DE DENARO Furio – DEVITA Luciano – DELAUNAY Sonia – DONNA Armando – ERNST Max –
FALLANI Mario – FATTORI Giovanni – FERRONI Gianfranco – FRABBONI Giordano – FRANCO Francesco – FUCHS – GRECO Emilio – GUCCIONE Piero – GUTTUSO Renato – HARASHINA Narumi – KRACZYNA Swietlan – LEVI Carlo – LEVY Moses – LOFFREDO Silvio – MACCARI Mino –
MANZÙ Giacomo – MARGHERI Rodolfo – MATTA Roberto Sebastian – MIRÒ Joan – MOORE Henry -MORANDI Giorgio – MUŠIČ Zoran – ORTEGA Manull – PICASSO Pablo – POMODORO Arnaldo – ROSAI Ottone – SCHAD Christian – SCHIALVINO Gianfranco – SEVERINI Gino – SIRONI Mario – SOFFICI Ardengo – STELLUTI Roberto – SUTHERLAND Graham – TAVERNARI Vittorio – TIRINNANZI Nino – TOMMASI FERRONI Riccardo – VAGNETTI Gianni – VENTURI Venturino – VESPIGNANI Renzo – VERNA Gianni – VIANI Lorenzo – VIGNOZZI Piero – VIVIANI Giuseppe – WILLBURGER Peter – WUNDERLICH Paul – ZANCANARO Tono – ZIGAINA Giuseppe.

Maria Luigia Guaita… “nel suo privato fu avida collezionista guidata da un intuito magnetico. Le sue scelte raccontano del suo sguardo anticonformista ma anche dell’affetto personale nei confronti di alcuni artisti che per tutta la vita le sono stati cari. Questa mostra racconta questa passione, narra il percorso di Maria Luigia Guaita nell’arte del ‘900 a partire dalle sue scelte private, dall’arte di cui aveva scelto di circondarsi nella sua vita quotidiana, nello svolgersi di una vita a tinte vivide e coraggiosa.
Vengono qui esposte un numero significativo di pezzi della sua collezione; alcune opere mai mostrate al pubblico prima, disegni che le sono stati regalati in momenti privati da persone care o da artisti grati, alcuni fogli presi dalle edizioni del Bisonte – scelti tra i più significativi – e stampe che lei stessa aveva acquistato da amici o colleghi. Una mostra che racconta una vita.”

Mostra a cura di Rodolfo Ceccotti
Organizzazione: Fondazione Il Bisonte
www.ilbisonte.it
tel. 055 2342585
gallery@ilbisonte.it

Si ringrazia inoltre l’Assessorato alla Cultura del Comune di Firenze per la gentile concessione degli spazi espositivi dell’Archivio Storico.

Delicious – The Show

Mercoledì 17 maggio presso la scuola della Fondazione Il Bisonte, Via del Giardino Serristori 13/r (a pochi metri dalla galleria)
Ore 18

Viene presentato il nuovo laboratorio di serigrafia della Fondazione Il Bisonte, attrezzato per ospitare corsi aperti al pubblico, ma anche artisti indipendenti interessati a lavorare con la serigrafia.

Per l’occasione gli spazi del laboratorio ospiteranno la mostra DELICIOUS, show collettivo curato da Francesca Riccioni Holsenn, che raccoglie le opere di 10 artisti: Anna Deflorian, Davide Toffolo, Elisa Muliere, Fabio Tonetto, Francesca Protopapa (alias Pistrice), Laura Anastasio, Matteo Berton, Richard McGuire, Silvia Rocchi, Tuono Pettinato.

Gli artisti selezionati sono tutti accomunati da uno stile sintetico, asciutto, elegante. Hanno carriere multiformi, molti di loro sono attivi in ambito editoriale, ma DELICIOUS vuole porre l’attenzione sul loro lato più tradizionalmente artistico. Sono autori il cui lavoro nasce sulla e per la carta, supporto prediletto e mai lasciato, se non per essere affiancato dalla sperimentazione su altri supporti e con tecniche alternative.

DELICIOUS intende infatti valorizzare e creare nuova attenzione intorno alla “carta” portandola in contesti espositivi diversi rispetto ai consueti canali di fruizione e vendita italiani a cui l’illustrazione è stata per troppo tempo (re)legata.

DELICIOUS porta quindi in mostra dieci “delizie” dell’illustrazione italiana e straniera, chiamate a elaborare “prelibatezze” grafiche inedite.

Il progetto sceglie, come punto di partenza, una tecnica di riproduzione a stampa in serie relativamente recente e fresca come la serigrafia, per unirla all’irripetibilità del gesto creativo con il risultato di dieci opere uniche nelle quali la serigrafia sarà impreziosita dall’intervento di ciascun autore: dieci monotipi d’artista da collezione.

La curatrice, forte di un’esperienza di ricerca in campo espositivo in città come New York e Parigi, ha scelto di avvalersi della preziosa collaborazione del laboratorio serigrafico della storica scuola di grafica Il Bisonte di Firenze, distintasi da sempre nella produzione e nella divulgazione della grafica d’arte e facente parte del patrimonio e della tradizione d’eccellenza editoriale italiane e internazionali.

Lorenzo Giandotti – Solitudo

Inaugurazione 11 maggio 2017
LORENZO GIANDOTTI
Solitudo

Galleria Il Bisonte, Via San Niccolò, 24rosso, Firenze
La mostra rimarrà aperta fino al 1 giugno 2017
con il seguente orario: lunedì-venerdì 9/13 e 15/19, sabato su appuntamento, domenica chiuso
Tel. 055 2342585 – email: gallery@ilbisonte.it – www.ilbisonte.it

Estratti dai due testi in corredo al catalogo:

…Nel suo “Viaggio pittorico”, presentato nel 2011, scrivevo – ed oggi ne sono ancor più convinto – che Lorenzo Giandotti ci rimanda ad una iconografia nobile e ininterrotta, con una discrezione davvero unica (i suoi “silenzi assordanti”), con una sua lirica solitudo che ci accompagna verso una urbanitas che credevamo definitivamente perduta. Infine, una considerazione sul “Calabrone”: un’incisione bellissima e molto cara all’Autore. Il Calabrone – ceramolle/puntasecca, come molta altra grafica qui presente, è un insetto intrigante: è quello che da ragazzi chiamavamo “bombo” per quel suo corpo pesante dalle piccole ali. Il “bombus terrestris”, richiamato nella narrazione di Bilenchi, per il quale, sembra che Einstein ebbe a dire che “la struttura del calabrone , in relazione al suo peso, non è adatto al volo, ma lui non lo sa e vola lo stesso…”. Ecco, affiderei a questo involonatrio messaggio “etico” del calabrone il senso di questa mostra: una testimonianza artistica dalla grande carica civile, che crede ancora, nonostante tutto, nella salvazione della nostra civiltà…

Francesco Gurrieri
Accademia delle Arti del Disegno

 

…Mi pare questa la prima riflessione da fare in rapporto alle incisioni che Il gelo ha suscitato in Giandotti: sono queste prove di una scrittura grafica come la cera molle, essenziali nella loro stesura in cui si cerca di unire l’evocazione della memoria alla rappresentazione del segno e dei chiaroscuri. E quindi queste incisioni segnano più il tempo interiore dell’artista che non quello del racconto, che si compie non in una rappresentazione descrittiva, in cui nel romanzo, la trama costituisce il centro, quanto nell’apparire di singole immagini tra loro correlate quali fantasmi della memoria evocati dall’emozione vissuta. L’incisione si sa è un linguaggio grafico che non consente divagazioni come nella scrittura può essere la “prosa d’arte”, ma costringe il pittore a un lavoro duro, sciogliere l’immagine dai dettagli inutili della descrizione, fissare come in una radiografia l’essenza delle cose.
L’esempio più alto di questo linguaggio rimane, nella cultura artistica del nostro Novecento, quell’opera capitale che sono le incisioni di Giorgio Morandi, che ha condotto la tecnica dell’acquaforte allo stesso livello di espressione raggiunto dalla sua pittura.
L’incisione è stata per Giandotti la forma parallela, non minore di espressione a quella della pittura, ed egli da anni, con una costanza e un rigore che è difficile ritrovare nei suoi contemporanei, svolge il suo discorso, la costituzione in immagini delle sue emozioni, sia nella prima che nella seconda, nel suo linguaggio unico di sintesi attraverso l’immagine di rievocazioni che fondono emozione e memoria. Pochi pittori contemporanei hanno saputo fare altrettanto…

Marco Fagioli

Keisei Kobayashi, Maurice Pasternak, Evan Summer

Inaugurazione 16 marzo,
Keisei Kobayashi, Maurice Pasternak, Evan Summer
tre artisti selezionati dal Premio Leonardo Sciascia, amateur d’estampes – VIII edizione 2015-2016

Galleria Il Bisonte, Via San Niccolò, 24rosso, Firenze
La mostra rimarrà aperta fino al 13 aprile 2017
con il seguente orario: lunedì-venerdì 9/13 e 15/19, sabato su appuntamento, domenica chiuso
Tel. 055 2342585 – email: gallery@ilbisonte.it – www.ilbisonte.it

KEISEI KOBAYASHI
Xilografo giapponese, Keisei Kobayashi è professore emerito presso la Tama art University.
ha esposto in mostre personali e biennali in tutto il mondo, ricevendo numerosi premi e riconoscimenti. Sue opere sono parte di collezioni quali British Museum; royal academy of arts (UK); Washington State University (USa); The national Museum of Modern art, Tokyo; national Museum of art, osaka; osaka contemporary art center (Giappone), e numerose altre.

MAURICE PASTERNAK
Vive e lavora a Bruxelles. dal 1975 ha esposto in mostre personali in Belgio, Gran Bretagna,
USa, Francia, Giappone, Lussemburgo, cina. dal 1967 ha preso parte a biennali e triennali in italia, Germania, Francia, Gran Bretagna, canada, Svizzera, norvegia, Spagna, Polonia, USa, egitto, cina, india, irlanda e Taiwan.
Sue opere sono state acquisite da importanti collezioni, quali il Gabinetto di Stampe di Bruxelles e Liegi, La Banca nazionale del Belgio, il Museo di cracovia, il Museo d’arte Moderna di Taipei, il Museo d’arte Moderna di Stoccolma, il new orleans Museum of art, il Museo e collezione dell’Università
di alberta, in canada ed il Museo di Birzeit University di ramallah, in Palestina.

EVAN SUMMER
Artista statunitense specializzato in incisione su rame ed in collagrafia.
È professore d’arte presso Kutztown University, negli USa, dove insegna incisione dal 1984.
Gran parte del suo lavoro è rappresentato da paesaggi senza tempo, spesso raffiguranti forme architetto- niche e geometriche. descrive panorami reali, aggiungendovi suoi propri elementi ricavati da memorie e fantasie. i concetti di solitudine, isolamento e paura sono enfatizzati dall’assenza di elementi umani.
ha partecipato a biennali e premi i tutto il mondo. il suo lavoro è stato esposto in più di duecento mostre collettive e ad invito a cracovia, Taipei, Pechino, Tokyo, Guanlan (cina), Fredrikstad (norvegia), in russia, italia, Bulgaria ed in innumerevoli località negli USA.

Gao Jun (Mosè) – Bianco & Nero, come i tasti di un pianoforte

Gao Jun (Mosè)
disegni e dipinti

Inaugurazione 16 febbraio,
chiusura mostra 3 marzo 2017
Scrive di lui Rodolfo Ceccotti:
“Era la fine dell’agosto del 2013 quando, per la prima volta, partii per la Cina diretto a Lanzhou, la “Città d’Oro” sul Fiume Giallo. Malgrado poco incline ai lunghi viaggi, accettai l’invito dell’Università Nazionale d’Arte di quella città per l’interessamento dell’amico Adriano Bimbi che aveva già intrapreso analogo viaggio. Lì avrei incontrato docenti cinesi e tenuto incontri con studenti. Il mio contatto era con un pittore e professore cinese che non conoscevo, Gao Jun che per un anno aveva frequentato l’Accademia fiorentina. All’arrivo, in aeroporto, fra la folla, mi accolse un viso sorridente con un cartello con sopra la scritta “Ceccotto”. Il sollievo di quell’incontro, in un Paese sconosciuto e l’istantanea simpatia di Gao, contribuirono a rompere il ghiaccio. Quasi subito nacque un’amicizia che non è mai venuta meno. Si presentò come Mosè, un nome adottato per gli occidentali e scelto dalla Bibbia. Il tempo trascorso assieme ha rivelato il suo carattere, la sottile ironia, l’onestà morale e la dedizione al suo lavoro, la pittura, appunto. Il tema ricorrente nei suoi lavori è la natura nei suoi vari aspetti. Oltre che a dipingere ad olio, esprime le sue emozioni attraverso l’uso della china nera su carta, rinnovando le tradizioni antiche del suo Paese ed interpretandole con gli occhi e la mente verso l’arte occidentale. Mosè (seguiterò a chiamarlo così), conosce profondamente l’arte cinese, ma ha anche girato in lungo e in largo l’Europa visitando i più importanti musei di arte antica e contemporanea. Si è nutrito di culture diverse, ha un bagaglio di emozioni visive direi fuori dal comune, che riversa consapevolmente nel suo lavoro d’artista. L’ho osservato spesso in Cina ed in Italia fermarsi nella campagna, entusiasmato da un luogo che aveva visto e che lo ispirava: estraeva i suoi strumenti e cominciava a lavorare seduto su un minuscolo panchetto. Lavorando non avvertiva fatica, ignorava il vento e la pioggia o il sole a picco. Gli era sufficiente una carta, la china ed uno stecco appuntito per disegnare. Durante la notte, nello studio o nella camera d’albergo, nel completo silenzio, ritrovava il momento ideale per completare il suo lavoro. Così questi suoi appunti di emozioni prendono vita attraverso un intrigo di segni, raccontano di alberi, colline, costruzioni seminascoste… dove il bianco e il nero dominano la composizione con qualche nota di colore come un contrappunto musicale. Il naturalismo che lo aveva ispirato dà spazio all’universo delle emozioni.
Queste opere oggi sono in bella mostra al Bisonte, sono affiancate da alcune fotografie: Mosè è anche un ottimo fotografo. Sono ritratti di amici, foto anche queste rigorosamente in bianco e nero, scatti mirati alla ricerca dell’anima dei personaggi ritratti. Due aspetti diversi, la pittura e la fotografia, dove il punto comune di incontro è l’emotività poetica del nostro Mosè.”

Mostra Annuale 2016

MOSTRA ANNUALE 2016
Inaugurazione venerdì 25 Novembre 2016, ore 17,30
Galleria Il Bisonte, Via San Niccolò 24/rosso, Firenze
Seguirà un incontro con gli studenti e rinfresco alla scuola in Via Giardino Serristori 13/rosso

La mostra rimarrà aperta fino al 7 dicembre 2016
con il seguente orario:
dal lunedì e al venerdì 9.00/13.00 e 15.00/19.00
sabato e domenica e festivi chiuso

Si chiude l’anno scolastico e vengono mese in mostra le opere dei giovani artisti che hanno frequentato Il Bisonte, una selezione di lavori che includono varie tecniche, dalla litografia all’incisone, dal mezzotinto alla xilografia. L’inaugurazione si svolge in Galleria, in Via San Niccolò, ma per quest’anno la scuola rimarrà aperta per permettere la visita ai laboratori e possibilmente assistere a qualche stampa in diretta, inoltre durante l’inaugurazione verranno consegnati i diplomi agli studenti.

Bisonte KIDS

Il prossimo 15 dicembre inaugurerà la mostra Giovani Collezionisti di Grafica d’Arte, se non avete già ottenuto la Prima Stampa della vostra collezione questo è il momento giusto, se invece ne avete già una per averne di nuove dovrete guadagnare punti e la Mostra Annuale ne garantisce uno per ogni partecipante.

TERNI LAPILLI/Giochi di Guerra – Pavlo Makov

Inaugurazione giovedì 3 Novembre – ore 18
Fondazione Il Bisonte – via San Niccolò, 24r – 50125 Firenze
orario: dal lunedì al venerdì 9-13 e 15-19. Sabato su appuntamento. Domenica chiuso

La mostra rimarrà aperta fino al 23 Novembre 2016.
Il Bisonte ospiterà l’artista ucraino Pavlo Makov classe 1958, dopo che l’anno scorso fece una prima esposizione in Italia alla galleria Doris Ghetta di Ortisei. Makov non è nuovo al Bisonte, già da alcuni anni frequenta i laboratori di incisione della fondazione fiorentina per lavorare sulle sue singolari incisioni. Questa collaborazione è stata lo spunto per una mostra personale che idealmente si colloca al vertice di tre esposizioni particolarmente significative per Il Bisonte che indicano nuove direzioni per la storica fondazione. Dopo il litografo americano Andrew DeCaen e le fotoincisioni di Giovanni Greppi, che ci hanno permesso di portare alla ribalta aspetti tecnici meno ortodossi, presentiamo le particolarissime opere di Pavlo Makov.
Opere uniche dove la tiratura si comprime tutta su un unico foglio, che passa e ripassa sotto il torchio, quasi torturato dalla matrice che deve accogliere, il risultato è qualcosa di imprevisto: città, paesaggi, vedute dall’alto di campagne spianate e antropizzate, quasi come in un gioco ossessivo, comunque razionale e lucido. Su queste stampe l’artista interviene manualmente con la grafite legando e uniformando le varie immagini.
Di volta in volta, questo mutevole contenitore prende l’essenza del contenuto alla ricerca di una planimetria utopica – chiari i riferimenti alle Città Invisibili di Calvino – o in preda ad una fuga da un sito infernale, sconvolto da una guerra, nominata nel titolo della mostra, che si percepisce scivolare mortifera appena fuori dall’inquadratura urbana, che incombe fisicamente sullo studio dell’artista, che abita e lavora in Ucraina a pochi chilometri dal confine conteso con la Russia.

La Natura Ordinaria – Giovanni Greppi

La Natura Ordinaria
mostra di Giovanni Greppi
Il 6 ottobre 2016 inauguriamo la mostra di Giovanni Greppi, con un catalogo corredato di testi critici di Giovanna Uzzani e Nicola Micieli.
Dopo aver studiato al Bisonte nel 91/92, Greppi ha portato avanti la sua personale ricerca poetico tecnica, specializzandosi nell’uso della foto-incisione, tecnica non ancora completamente sdoganata nell’ambito della grafica tradizionale.

Dai testi critici a corredo del catalogo:

Giovanna Uzzani
” Il percorso dell’artista, così come la cartella di incisioni documenta, si offre in scelte apparentemente distanti: insegue l’emozione della luce nella vastità dei paesaggi, sperimenta l’annullamento della figurazione nello sfocarsi dei contorni di un fiore di campo, per giungere infine alla ricomposizione oggettiva e nitida dei dettagli di vita quotidiana.”

Nicola Micieli
“La ragione degli scatti con i quali anche nella presente, sua terza stagione Greppi sottrae alcune di quelle immagini al flusso e le rielabora consegnandole a un mezzo grafico che richiede un lungo e laborioso processo formatore, consiste nel desiderio di leggerle con altri tempi, altra durata percettiva ed esperienza interiore e un diverso registro espressivo, rispetto alla linearità e labilità della comunicazione fluida alla quale andiamo sempre più abituandoci. è una lettura, questa, inevitabilmente proiettiva. Non si dà senza aver assimilato e interiormente elaborato il dato reale originario alla luce della sensibilità dell’artista da esso stimolata e dell’emozione suscitata nel suo animo, per cui è importante rigenerare il filo di quel moto lungo tutto il percorso formatore e nella vibrazione, non solo sottotraccia, dell’immagine alla quale infine egli approda.”
6 – 28 ottobre 2016
dal lunedi al venerdi dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19
sabato su appuntamento e domenica chiuso
telefono 055 2342585
www.ilbisonte.it
gallery@ilbisonte.it

Fondazione Il Bisonte
via San Niccolò 24/rosso
Firenze