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Michael Goro – Incisioni

Inaugurazione giovedì 23 maggio alle ore 18.00
Galleria della Fondazione Il Bisonte
Via San Niccolò 24/rosso, Firenze
Tel. 055 2342585
e-mail: gallery@ilbisonte.it
Firenze, 23 maggio – 12 giugno 2019

CENNI BIOGRAFICI

Michael Goro è nato a San Pietroburgo, dove è cresciuto e si è laureato in architettura. Nel 1990 è emigrato a Gerusalemme, dove ha scoperto l’incisione che poi è diventata il suo linguaggio artistico principal. Nel 1993 si è trasferito negli Stati Uniti dove ha completato il suo percorso di studi ottenendo un M.F.A. in grafica d’arte presso l’Università dell’Illinois, Urbana-Champaign. Attualmente è professore presso il dipartimento di Arti Grafiche dell’American Academy of Art a Chicago, per il quale ha ideato il programma di studio che ha poi insegnato negli scorsi quindici anni. Il lavoro di Goro può essere trovato in numerose collezioni private e pubbliche. Ha ottenuto residenze d’artista e mostre in tutto il mondo. Ha, inoltre, ricevuto molti premi negli Stati Uniti, in Europa e in Asia.

Queste modeste righe su Michael Goro non rendono giustizia al suo lavoro: le sue incisioni sono prfonde e complesse, sia nel linguaggio che nella tecnica. Meticolose ma non come un ricamo bensì come una forza modificatrice che con irruenza e meticolosità lavora la lastra, la piega fisicamente alla volontà dell’artista. Le sue incisioni sono paesaggi urbani poderosi, dove la città è sempre l’anti eroe protagonista della sua narrazione bilanciato da incursioni di controcanto intestate a figure iconiche come certi ritratti rinascimentali.

Masterclass Michael Goro – 25 e 26 Maggio

MODI PER TRADURRE IL GESTO SUL METALLO
Schizzi, gocciolamenti, sbavature … come sfruttare l’accidentale nel processo calcografico

Questo corso è l’ideale per artisti con esperienza di stampa.
Michael Goro, è un importante artista incisore ed educatore, gli allievi condivideranno il suo approccio non ortodosso allo sviluppo di immagini e alla creazione di trame. Sarà un weekend di schizzi, gocce e sbavature.
I partecipanti perdono e riprendono il controllo delle proprie lastre sfruttando l’accidentale nel processo calcografico. La classe sarà coinvolta nella sperimentazione dei modi alternativi di creare trame cercando la giusta proporzione di controllo e caos. Alcune delle tecniche offerte comprenderanno toner xerografico, vernice spray, fotocopie e anche raschiatura, brunitura e incisione. L’obiettivo del corso è di realizzare incisioni complete o quasi complete. Per renderlo possibile i partecipanti sono incoraggiati a portare schizzi, foto, idee o sentimenti di ciò che vorrebbero creare.

Costo 120 euro, materiale base incluso.
Sabato 25 e domenica 26 maggio.
Dalle 10 alle 17.


Giorno 1
– Introduzione dei materiali e dimostrazioni tecniche
– I partecipanti lavorano e disegnano sulle loro lastre di rame implementando le tecniche acquisite
– I partecipanti incidono le lastre

Giorno 2
– Ulteriori dimostrazioni
– I partecipanti dialogono con il docente sulle loro lastre
– Discussioni individuali e perfezionamento delle immagini

Giovanni Dettori – Via Crucis

Giovanni Dettori

Via Crucis

22 Xilografie

inaugurazione giovedì 14 febbraio, ore 18.
Galleria della Fondazione Il Bisonte
Via San Niccolò 24/rosso, Firenze
Tel. 055 2342585
e-mail: info@ilbisonte.it – www.ilbisonte.it
dal 14febbraio all’8 marzo 2019

Mostra organizzata in collaborazione con:

Associazione Nazionale Incisori Contemporanei

Estratti dal pieghevole presente in mostra

“…Io credo che l’opera che Giovanni Dettori oggi propone sia una testimo- nianza di questo percorso. La “ricetta”, personalissima, è stata quella di ri- percorrere le stazioni di Cristo alla luce di un portato individuale e collettivo che non può prescindere, nel suo caso, dalla radici identitarie di cui egli si fa portatore.

Guardatele con calma queste incisioni. Le urla, la disperazione, il vento che passa, una gestualità ora disperata, ora rassegnata: e quei volti, quelle barbe folte e nere e crespe, quegli occhi stretti come fessure e limpidi come acqua, quelle mani che agitano l’aria, fendono oltre le parole; i denti che biancheg- giano nel nero dell’inchiostro, i volti inondati di rughe di sofferenza e di- sperazione.

Guardatele queste pie donne che esclamano, non c’è alcun dubbio, “Fillu meu!”, perché tutti siamo madri quando qualcuno soffre così vistosamente davanti a noi. E la forza di queste incisioni di Dettori è magari proprio que- sta: il portato “sardo” della sua mano: la forza del segno, l’inchiostratura potente, certi volti e certe espressioni (che sono visive ma anche verbali) in qualche modo ambientano questa Passione in una terra che è riconosci- bile, ma anche comune. Voglio dire che stavolta le radici sarde non fanno velo alla qualità del risultato: sono un tutt’uno, e magari perché l’incisore ha sovrapposto quella via crucis a quella di una terra, la sua terra, che di stazioni di dolore ne ha passate tante….”

LA VIA CRUCIS DI DETTORI
di Stefano Salis

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“…Dettori ha guardato ai grandi maestri della storia della pittura, al Medioevo, al Cinquecento, al Manierismo, al Barocco. E ancora a quelli della xilografia sarda, Remo Branca, Mario Delitala, Stanislao Dessy.
Poi ha fatto di testa sua, mettendo al centro della scena un corpo e un volto, costruendogli attorno una scena di corpi e volti uguali. Lo ha raffigurato nudo e curvo, appesantito delle colpe di un mondo che lui solo ha dovuto espiare con la sofferenza e la morte; gli ha dato un colloquio diretto con chi, spettatore, lo guarderà e si sentirà in qualche modo coinvolto in questa situazione tragica. Anche per la trasposizione atemporale di quegli accadi- menti – che oggi ci abituano a una sopraffazione ideologica, finanziaria, morale – da accettare come ineluttabile in nome della nostra farisaica estra- neità, del nostro occasionale (ma altrettanto fatidico) non coinvolgimento.

Ha usato un tratto essenziale e “povero”, una linea spessa e ruvida per sten- dere un segno stanco e disperato che sa di sangue e di dolore, dove il par- ticolare affoga nella sensazione di caos e smarrimento che lo stravolgimento logico – Dio che muore – fa sì che i cieli si aprano e cadano i fulmini a squarciare il velo del tempio.

E con la forza dello scultore che dalla materia estrae l’immagine ha com- posto, frammisto e confuso quella storia con la nostra, di oggi, estranea ed amara, che non ricorda la tragedia che ha patito ieri e non la riconosce in chi oggi vi muore….”

LA VIA CRUCIS DI GIOVANNI DETTORI
di Gianfranco Schialvino

Masterclass Livio Ceschin

Sabato 2 e domenica 3 febbraio si terrà al Bisonte una Masterclass di Livio Ceschin.
Di Livio Ceschin al Bisonte abbiamo fatto una mostra qualche anno fa, e ne faremo un’altra presto, intanto siamo riuscito a stanarlo dalle sue montagne per scendere qui da noi per tenere un seminario pratico. Ci condurrà all’uso delle sue tecniche elettive (l’acquaforte e la puntasecca), e alla scoperta dei suoi paesaggi, della poesia che riesce a scovare negli anfratti più umili, della neve leggerissima e dei silenzi dei boschi, degli alberi.

Sabato 1 febbraio 9,30 – 17
Domenica 2 febbraio, 9,30 – 17

140 euro
120 per chi ha già frequentato i nostri Workshop o Masterclass
100 euro per gli studenti delle Accademie di Belle Arti
materiale base incluso nel prezzo
Fondazione Il Bisonte Via san Niccolò 24/rosso, Firenze
T. 0552342585
school@ilbisonte.it

LIVIO CESCHIN
http://www.livioceschin.it

Tomás Pineda – Grafica

Inaugurazione della mostra giovedì 8 novembre 2018 – ore 18
Presso la Galleria della Fondazione Il Bisonte, via San Niccolò 24/rosso, Firenze.
orario: 9,00 – 13,00 e 15,00 – 19,00.
Sabato e domenica aperto su appuntamento.
per informazioni
telefono: 055 2342585
email: gallery@ilbisonte.it

TOMÁS PINEDA
Nella sua proposta pittorica si trovano paesaggi che rimandano all’infanzia, idee di animali totemici che ci indicano che l’autore ha indirizzato il proprio lavoro verso una ricerca delle proprie radici, biografiche e culturali. La sua vigorosa poetica è supportata da una sincera padronanza delle varie tecniche, apprese durante un percorso che lo ha portato a frequentare maestri e laboratori di grande rilievo.
Scrive AlexPintart, partner del Bisonte nell’organizzare questa mostra, che la strada intrapresa con il maestro Tomas Pineda è stata ricca di soddisfazioni, l’entusiasmo durante la pianificazione di nuovi progetti, come disegnati su una tela bianca, hanno delineato la passione con cui entrambi vivono il lavoro artistico.
La loro collaborazione li ha portati a intraprendere viaggi in tutta la Repubblica Messicana, a New York, in Costa Rica, in Colombia, a Londra, in Italia e in California, dove l’ammirazione per il maestro Pineda ha premiato lo sforzo di “creare senza distruggere”.

Ha studiato al Taller de Artes Plasticas all’Istituto Tecnologico di Istmo e al Taller de Artes Plasticas Rufino Tamayo di Oaxaca. Ha studiato con i maestri Shinzaburo Takeda, Juan Alcazar, Antonio Perez e Charles Barth, e negli anni ’90 ha frequentato un certo numero di corsi di perfezionamento con Luis Nishizawa e Guanajuato.

Gianfranco Tognarelli – Incisioni 1970-2017

Gianfranco Tognarelli
INCISIONI 1970-2017
giovedì 15 febbraio, ore18.00
43 incisioni dell’artista pontaderese.

Presso la Galleria della Fondazione Il Bisonte, via San Niccolò 24/rosso, Firenze.
orario: 9,00 – 13,00 e 15,00 – 19,00.
Sabato e domenica chiuso.
La mostra rimarrà aperta fino al 16 marzo 2018.
per informazioni
telefono: 055 2342585
email: gallery@ilbisonte.it

Estratto dal testo introduttivo di Nicola Micieli nel catalogo presente in galeria:
“…oltre le acquisizioni anche tecniche dell’apprendistato in Accademia, Tognarelli si era formato al linguaggio e direi al carattere espressivo dell’incisione, un mezzo invero rigoroso e selettivo che non consente approssimazioni tecniche e poco concede alle pur estrose improvvisazioni. In effetti, soprattutto perché interessato a sperimentare la tipologia, la morfologia e le molteplici combinazioni del segno, anche nelle partiture di più dichiarata aderenza al reale Tognarelli indagava e sottolineava le sottese strutture e le dinamiche interne al paesaggio naturale e antropico prescelto…

…La sinestesia istituita con la traduzione sonora di una forma visiva, mi par espri- mere bene il tipo di conoscenza intuitiva e poetica della realtà, alla quale Tognarelli ormai accede con lo strumento analitico dell’incisione, avendo distratto lo sguardo dalle apparenze sensibili per sintonizzarlo con i moti dell’animo suscitati dall’imma- gine latente e imprevedibile che la mano sapiente va lentamente sottraendo al caos originario dei segni….”

Gao Jun (Mosè) – Bianco & Nero, come i tasti di un pianoforte

Gao Jun (Mosè)
disegni e dipinti

Inaugurazione 16 febbraio,
chiusura mostra 3 marzo 2017
Scrive di lui Rodolfo Ceccotti:
“Era la fine dell’agosto del 2013 quando, per la prima volta, partii per la Cina diretto a Lanzhou, la “Città d’Oro” sul Fiume Giallo. Malgrado poco incline ai lunghi viaggi, accettai l’invito dell’Università Nazionale d’Arte di quella città per l’interessamento dell’amico Adriano Bimbi che aveva già intrapreso analogo viaggio. Lì avrei incontrato docenti cinesi e tenuto incontri con studenti. Il mio contatto era con un pittore e professore cinese che non conoscevo, Gao Jun che per un anno aveva frequentato l’Accademia fiorentina. All’arrivo, in aeroporto, fra la folla, mi accolse un viso sorridente con un cartello con sopra la scritta “Ceccotto”. Il sollievo di quell’incontro, in un Paese sconosciuto e l’istantanea simpatia di Gao, contribuirono a rompere il ghiaccio. Quasi subito nacque un’amicizia che non è mai venuta meno. Si presentò come Mosè, un nome adottato per gli occidentali e scelto dalla Bibbia. Il tempo trascorso assieme ha rivelato il suo carattere, la sottile ironia, l’onestà morale e la dedizione al suo lavoro, la pittura, appunto. Il tema ricorrente nei suoi lavori è la natura nei suoi vari aspetti. Oltre che a dipingere ad olio, esprime le sue emozioni attraverso l’uso della china nera su carta, rinnovando le tradizioni antiche del suo Paese ed interpretandole con gli occhi e la mente verso l’arte occidentale. Mosè (seguiterò a chiamarlo così), conosce profondamente l’arte cinese, ma ha anche girato in lungo e in largo l’Europa visitando i più importanti musei di arte antica e contemporanea. Si è nutrito di culture diverse, ha un bagaglio di emozioni visive direi fuori dal comune, che riversa consapevolmente nel suo lavoro d’artista. L’ho osservato spesso in Cina ed in Italia fermarsi nella campagna, entusiasmato da un luogo che aveva visto e che lo ispirava: estraeva i suoi strumenti e cominciava a lavorare seduto su un minuscolo panchetto. Lavorando non avvertiva fatica, ignorava il vento e la pioggia o il sole a picco. Gli era sufficiente una carta, la china ed uno stecco appuntito per disegnare. Durante la notte, nello studio o nella camera d’albergo, nel completo silenzio, ritrovava il momento ideale per completare il suo lavoro. Così questi suoi appunti di emozioni prendono vita attraverso un intrigo di segni, raccontano di alberi, colline, costruzioni seminascoste… dove il bianco e il nero dominano la composizione con qualche nota di colore come un contrappunto musicale. Il naturalismo che lo aveva ispirato dà spazio all’universo delle emozioni.
Queste opere oggi sono in bella mostra al Bisonte, sono affiancate da alcune fotografie: Mosè è anche un ottimo fotografo. Sono ritratti di amici, foto anche queste rigorosamente in bianco e nero, scatti mirati alla ricerca dell’anima dei personaggi ritratti. Due aspetti diversi, la pittura e la fotografia, dove il punto comune di incontro è l’emotività poetica del nostro Mosè.”

Grafica d’Arte Americana Contemporanea

Grafica d’Arte Americana Contemporanea
Galleria Il Bisonte
San Niccolò 24/rosso
Firenze, Italia

Mostra aperta al pubblico e gratuita: dal 9 al 23 Settembre, 2016
Inaugurazione: 9 Settembre dalle 18 alle 20
Introduzione con il curatore la sera dell’inaugurazione.
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19, sabato su appuntamento, domenica chiuso.
Email:  gallery@ilbisonte.it
Tel. 055 2342585

Artisti in mostra:
Miguel Aragon, Staten Island, New York
Emily Arthur, Madison, Wisconsin
Janet Ballweg, Bowling Green, Ohio
Michael Barnes, Saint Charles, Illinois
Josh Dannin, Manchester, New Hampshire
Andrew DeCaen, Denton, Texas
Jeffrey Dell, San Marcos, Texas,
Amze Emmons, Philadelphia, Pennsylvania
Lari Gibbons, Denton, TX
Karla Hackenmiller, Athens, Ohio
Nicole Hand, Murray, Kentucky
Melissa Harshman, Athens, Georgia
John Hitchcock, Madison, Wisconsin
Michael Krueger, Lawrence, Kansas
Carrie Lingscheit, Chicago, Illinois
Beauvais Lyons, Knoxville, Tennessee
Kathryn Maxwell, Tempe, Arizona
Phyllis McGibbon, Wellesley, Massachusetts
Yoonmi Nam, Lawrence, Kansas
Ashley Nason, Eaton, Colorado
Kathryn Polk, Tucson, Arizona,
Andrew Raftery, Providence, Rhode Island
Jason Scuilla, Manhattan, Kansas
Hyeyoung Shin, Kansas City, Missouri
Tanja Softic, Richmond, Virginia
Jon Swindler, Athens, Georgia
Erik Waterkotte, Charlotte, North Carolina
Art Werger, Athens, Ohio
Koichi Yamamoto, Knoxville, Tennessee
Rina Yoon, Milwaukee, Wisconsin

Andrew DeCaen:  www.andrewdecaen.com

In mostra i lavori di artisti incisori (ma più propriamente artisti che utilizzano le più variegate tecniche della grafica d’arte) contemporanei dagli Stati Uniti d’America.
L’artista staunitense Andrew DeCaen ha curato questa mostra in preparazione del suo soggiorno come artista in residenza presso La Fondazione Il Bisonte.
Gli artisti, provenienti da molte e diverse regioni e stati degli USA, rappresentano lo stato della ricerca contemporanea, estetica e tecnica, nell’ambito della grafica d’arte. Si esprimono tramite un ampio ventaglio di linguaggi: figurazione, traiettorie surrealiste, image sampling, documentazione naturalistica, astrazione lirica; esplorando temi di cocente contemporaneità come la preoccupazione sull’ambiente, l’urbanizzazione selvaggia, il femminismo, la desensibilizzazione alla violenza e l’interruzione delle convenzioni fino ad oggi ritenute valide.
Questa mostra tenta di scandagliare la vitalità e la diversità della grafica d’arte contemporanea attraverso una varietà di processi e tecniche, incluse: stampa a rilievo xilografica, stampa a caratteri mobili, embossing, incisione con acido, incisione elettrolitica, acquatinta, bulino su metallo, foto incisione, litografia su pietra e su lastra, serigrafia, stampa digitale , ed altre complesse e raffinate tecniche.