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In ottemperanza al D.P.C.M del 11/03/2020, siamo a comunicarvi i cambiamenti del nostro orario di apertura e le modifiche al calendario delle nostre attività.

La galleria sarà chiusa almeno fino al 3 Aprile
La segreteria è aperta – non al pubblico – con il seguente orario: dal lunedì al venerdì: 9 – 12.

La scuola e i laboratori sono chiusi, tutti i workshop e attività didattiche sono sospesi.

>>> ATTENZIONE la mostra sarà aperta da oggi come da programma ma l’inaugurazione – a seguito del Decreto Ministeriale diramato ieri sera alle 19 – è stata trasformata in Finissage che avrà luogo venerdì 27 marzo alle ore 18. Speriamo di vedervi numerosi! <<<

La mostra sarà aperta dal 5 al 27 marzo
presso la galleria della fondazione
Via San Niccolò 24/rosso, Firenze
Telefono 055 2352585
email gallery@ilbisonte.it
www.ilbisonte.it

Ospitiamo volentieri Gianni Verna al Bisonte, questa volta in una personale, senza il compagno di cenacolo Gianfranco Schialvino che lo accompagna solo con le parole nel testo del catalogo. Non è la prima volta che lo vediamo al Bisonte o a Firenze: nel 2010 ospiti, lui e Schialvino appunto, alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze dove esponevano SMENS, rivista da loro ideata e dedicata alla xilografia, nel 2012 e nel 1993 in mostra qui da noi, sempre in coppia.
La purezza della ricerca, la dedizione febbrile verso questo linguaggio tecnico, sono la spina dorsale di una ricerca che trova, qui al Bisonte, risonanza e affinità.

Scrive Rodolfo Ceccotti:
Gianni Verna e Gianfranco Schialvino sono i più autorevoli xilografi italiani. In questa mostra “Pinocchio”, Verna presenta la sua storia del burattino più famoso del mondo con sei grandi strisce incise come nei fumetti di una volta e pone la sua attenzione soprattutto sugli animali che popolano il racconto di Collodi ed è l’amico Schialvino che scrive in proposito: Non è un Pinocchio facile quello di Verna: non ammicca ne’ cerca consensi o complicità; è duro, anzi parrebbe qua e là sembrare persino scostante, poco gentile, irriguardoso. Ma tocca punti alti di estro e di suggestione, con l’acme dei capitoli di fondo, quando il testo vede prevalere l’intento etico che porterà al lieto fine…  Oltre al testo di Schialvino, il catalogo è autorevolmente testimoniato anche da Paola Pallottino che racconta l’originale invenzione [di Verna] di rileggere, in sei xilografie di 30cm. x 2 metri il capolavoro collodiano attraverso 26 animali che lo popolano.

Kim and Bill Darling – incisioni

Gli artisti incisori Kim e Bill Darling frequentano il Bisonte ormai da molti anni, celebriamo questa lunga amicizia con una mostra che racconta il loro lavoro e raccoglie opere che sono testimonianze di un grande amore per le tecniche della calcografia e per la nostra città, che trova nelle loro stampe occasione di mostrarsi nei suoi aspetti più intimi.

Bill e Kim Darling sono possiedono la stamperia Gatto Nero Press a St. Johnsbury nel Vermont. Entrambi hanno insegnato arte visiva alla St. Johnsbury Academy, una scuola superiore indipendente, per oltre 20 anni, e durante quel periodo hanno portato gli studenti del loro gruppo di incisione, The Intaglio Society, a Il Bisonte ogni primavera per studiare incisione. Molti dei loro studenti hanno partecipato ai seminari più volte, e alcuni sono tornati a Il Bisonte per studiare da soli dopo la laurea alla St. Johnsbury Academy.

Molte delle stampe qui esposte sono state ispirate dalle esperienze a Firenze, con quelle lastre appartenenti agli studi de Il Bisonte. “Futurism Was” di Kim e “Along the Arno” sono stati ispirati da Il Bisonte e dal suo quartiere. Il “Caos” di Bill fu disegnato sulla lastre mentre osservava dal vivo l’antico ulivo che commemora il bombardamento degli Uffizi del 27 maggio 1993. “Bee” di Bill e “Baby”, “Turtle” e “Blowfish” di Kim sono stati disegnati sulle lastre al Museo di Storia Naturale di La Specola. “Cheese”, “Rockfish” e “California” di Bill sono stati creati alla Crown Point Press di San Francisco. Il resto delle stampe è stato creato presso Gatto Nero Press a St. Johnsbury, nel Vermont.

Calla Lily
Chaos

Bill Darling

Bill Darling è nato a White Plains, New York nel 1955. Ha studiato pittura e incisione presso la Art Students League di New York ed è stato destinatario di numerose borse di studio e premi tra cui due anni di studio consecutivo presso la Sherwood Foundation.

Tra le commissioni degne di nota vi sono un dipinto a olio di quattro piedi per sei dipinto in loco a Shirakawa, in Giappone, un sito Patrimonio dell’Umanità Unesco designato e una scultura in tiglio a grandezza naturale del Cristo crocifisso per l’altare maggiore, la Chiesa cattolica di St. Johns, St. Johnsbury, Vermont.

Bill insegna e lavora su diversi mezzi, ma la stampa calcografica è la sua passione. Lui e sua moglie, l’artista Kim Darling, sono comproprietari di Gatto Nero Press Studio and Gallery dove ospitano mostre, insegnano seminari e creano e pubblicano stampe calcografiche. Nel 1996 Bill e Kim hanno fondato The Intaglio Society presso la St. Johnsbury Academy e negli ultimi vent’anni hanno portato i loro studenti a Firenze, negli studi del Bisonte, per sviluppare ulteriormente le competenze e le esperienze artigiane di questi giovani incisori.

Along the river
Badlands

Kim Darling

Kim Darling è una artista visiva con attività di laboratorio e pratiche di insegnamento saldamente radicate nel disegno osservazionale. Ha lavorato su una varietà di mezzi, tra cui dipinti ad olio e affreschi e installazioni video di “Moving Drawing”.
Il suo attuale lavoro in studio è principalmente nella stampa di calcografie. Il suo modo preferito di lavorare è usare gli effetti accidentali di graffi casuali e l’erosione semi-controllata di lastre di rame per sbloccare temi e immaginazioni, che sviluppa poi attraverso il disegno. Lei e suo marito, co-espositore Bill Darling, sono proprietari di Gatto Nero Press e Studio a St. Johnsbury, nel Vermont, dove creano le loro stampe calcografiche e insegnano lezioni di disegno e incisione.

L’insegnamento è una parte importante della pratica artistica di Kim. Si impegna ad aiutare a mantenere la cognizione attraverso il disegno di una parte dei processi artistici contemporanei attraverso l’insegnamento del disegno osservazionale, della pittura a olio e della stampa. Attualmente insegna alla St. Johnsbury Academy di St. Johnsbury, nel Vermont.

Il background formativo di Kim include un BFA presso la Alfred University di Alfred, New York; studio esteso alla Art Students League di New York, di cui è membro a vita; e un MFA presso il Vermont College of Fine Arts di Montpelier, Vermont.

Sergey Chubirko – Presenza Silenziosa

Mostra Personale di Sergey Chubirko
«La Presenza Silenziosa»
(grafica, pittura, incisione)

Fondazione «Il Bisonte», Firenze, Italia
(17 gennaio – 8 febbraio 2020)

Sergey Chubirko, grafico e pittore, nasce in Ucraina nel 1969 e si forma in Russia, presso l’Istituto di Belle Arti di Ilya Repin a San Pietroburgo, dove si distingue in particolar modo nel disegno. Attualmente vive e lavora in Italia. Qui, tra i lavori di maggior rilievo, ha realizzato una serie di ritratti del clero della Città del Vaticano, tra cui il ritratto di Papa Benedetto XVI. Non a caso, nella vita personale e professionale dell’artista, Ucraina, Russia e Italia sono profondamente legate in quanto fonte di ispirazione e costante riflessione artistica sull’uomo, sulla vita e sul tempo.

La mostra di Sergey Chubirko nella galleria di Fondazione “Il Bisonte” si svolgerà nei primi giorni del 2020 e sarà riepilogativa per l’artista che, a dicembre 2019, ha compiuto 50 anni. Nella mostra verranno presentate oltre 20 opere grafiche, incluse incisioni, e qualche opera pittoriche su tela di grande formato.

Forte della sua esperienza artistica, Sergey Chubirko, che è famoso a Firenze come insegnante della scuola accademica russa di disegno, conferma la predilezione per tre materiali, fondamentali nel suo lavoro: seppia, sanguigna e grafite. La maggior parte delle opere che verranno presentate alla mostra, sono infatti realizzate in grafite. Il tratto di matita sottile, che si infittisce progressivamente, dà vita a volumi, trame e sfumature infinitamente diverse di grigio. Anche nelle sue opere pittoriche, l’interpretazione del colore è di tipo grafico. Trattenuta e limitata è la gamma di colori, che il maestro utilizza per rendere massima la definizione di forme e plasticità del corpo umano, e intensa l’espressione dello schema compositivo.

L’artista lavora in stile figurativo, prediligendo la pittura di genere. Le sue opere, sia grafiche che pittoriche, sono abitate da figure che resteranno nella memoria del pubblico a lungo. Qui uomini, animali e alberi vengono scolpiti da un’unica materia. Il luogo in cui sono ambientate le opere è indefinito, spazio e tempo divento categorie relative. Si ha invece un’impressione di continuità tematica, come se i numerosi personaggi viaggiassero da un’opera all’altra e la storia delle loro vite si intrecciasse in un unico lungo racconto.

L’arte di Sergey Chubirko è rivolta soprattutto alle tematiche bibliche e a motivi tradizionali – quali, che egli reinterpreta e ripropone con grande originalità e nel suo modo. L’eredità artistica del passato è per lui non solo un punto di riflessione, ma un fondamento vivo del proprio sistema di coordinate. Queste coordinate, in senso estetico e tecnico, sono da sempre state per Sergey Chubirko l’opera di Pieter Breugel e Albrecht Dürer, Andrea Del Sarto e Pontormo; infine i maestri del realismo sovietico Aleksandr Deineka e Gelij Koržev.

La mostra si chiama “La Presenza Silenziosa” per un motivo. Perché la cosa più preziosa per i personaggi delle opere di Chubirko è la capacità di ascoltare il silenzio in un mondo sempre mutevole e di mantenerlo all’interno. C’è il silenzio, secondo il pensiero dell’artista, che è un punto di inizio, il principio divino, da cui nasce tutto ciò che esiste. Josè Ortega y Gasset ha definito Dio un enorme vuoto che traspare attraverso tutto e la ragione per la quale siamo sempre da soli nel mondo. Questo vuoto divino, come una speciale sostanza tangibile, è riversato in ogni opera di Chubirko. Il vuoto non come assenza, ma come riempimento ideale.

La mostra personale di Sergey Chubirko “La Presenza Silenziosa” si terrà nelle sale delle galleria della Fondazione “Il Bisonte” – Firenze, Italia – dal 17 al 31 Gennaio 2020.

Mostra Annuale 2019

Inaugurazione venerdi 29 novembre, ore 18,00.
Galleria della Fondazione Il Bisonte,
San Niccolò 24/rosso, Firenze
tel. 055 2342585
e-mail gallery@ilbisonte.it

29 novembre – 20 dicembre 2019

Venite a celebrare con noi la fine dei nostro corso 2019, saranno esposte le stampe che hanno creato i nostri giovani artisti: poesia impressa su carta da mani raffinatissime.

Lavori di:
Maddalena Carfora
Costanza Lettieri
Paola Lucrezi
Poom Wisidwinyoo
Lucia Aralla
Gabriele Ermini
Thomas Carroll Brentnall

Casa Mia
Costanza Lettieri

Perpetual Lymbo of Unconfortable Truth
Thomas Carroll
Stendere le vele
Maddalena Carfora
Materia Bianca
Lucia Aralla
Poom Wisidwinyoo
L’Antropofago
Paola Lucrezi

Sciascia Awards, i vincitori del IX premio Leonardo Sciascia

Stefano Luciano – Sayuri Nishimura – Elisabetta Diamanti.

Inaugurazione giovedì 24 ottobre alle ore 18,30
Fondazione Il Bisonte Gallery
Via San Niccolò 24/rosso, Firenze
Tel. 055 2342585
e-mail: gallery@ilbisonte.it
Firenze, dal 15 novembre 2019

Da diversi anni ospitiamo in galleria il Premio Leonardo Sciascia Amateur d’Estampes e, da appena una sola edizione, una mostra dedicata ai primi tre classificati del premio stesso. Questi due appuntamenti, che si svolgono ad anni alterni, nascono dall’idea e dalla collaborazione con l’Associazione Amici di Leonardo Sciascia, e di anno in anno sono cresciuti in qualità e fama. Al premio si accede tramite un invito personale e mi fa piacere invitarvi a scorrere la lista dei patrtecipanti e vincitori delle edizioni scorse per misurare la qualità di questo evento. Qusti tre artisti che ospitiamo per la mostra di giovedì 24 ottobre sono eterogenei al limite della dicotomia nel linguaggio e nella poetica, ma li accomuna l’attenzione per l’incisione come linguaggio raffinato e contemporaneo.

Vi segnalo alcuni passaggi dal testo di Francesco Izzo, dal catalogo presente in galleria:
“Leonardo Sciascia scrive: «Non che io sia giudice affidabile: ma l’andar dietro per anni a fogli di acqueforti e litografie mi dà almeno la certezza di sapere quello che mi piace e quel che non mi piace». Non si tratta della valutazione del critico d’arte – che Sciascia non era né ha mai millantato di essere, anzi – ma di una cifra estetica che richiama semmai Stendhal e nasce sotto il segno del diletto. Un amateur, dunque. Che si tratti dei fogli del ‘celeste anarchico’ Luigi Bartolini, dei noirs di Odilon Redon o, che so, della poesia di Nunzio Gulino, Sciascia predilige toccare la stampa annoverando- la come fonte di gioia e conforto al vivere.

Ammontano a duecentocinquantasette le opere incise, mentre sono quarantadue i paesi dai quali provengono gli artisti delle nove edizioni succedutesi nel tempo. Al termine di ogni ciclo espositivo, immancabilmente, tutti i fogli entrano per donazione nel patrimonio del più importante gabinetto di stampe italiane, «la Bertarelli» di Milano.

Quest’anno, nella storia del Premio Sciascia accade per la terza volta che – grazie alla passione, alla disponibilità e all’iniziativa di tre nostri partner storici (la Fondazione Il Bisonte, di Firenze, la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia, il Museo della Carta e della Filigrana, di Fabriano) – una selezione delle opere più importanti dei primi tre artisti classificati viene portata all’attenzione del pubblico. Sono tre mostre supplementari che permettono di allargare e approfondire la conoscenza dei lavori di Stefano Luciano, Sayuri Nishimura e Elisabetta Diamanti, eletti dalla giuria internazionale dell’edizione 2018-2019. Per icasticità, e per gioco, li abbiamo accomunati sotto la sigla Sciascia Awards. In attesa della decima edizione del Premio Sciascia, non perdete l’occasione per rifarvi gli occhi e affinare il gusto. Altro che arte minore. “


Alejandro Martìnez – esperienze, memorie in grafica

Inaugurazione giovedì 19 settembre alle ore 18,30
Fondazione Il Bisonte Gallery
Via San Niccolò 24/rosso, Firenze
Tel. 055 2342585
e-mail: gallery@ilbisonte.it
Firenze, dal 19 Settembre a Ottobre 2019


Alejandro Martìnez è gia stato ospitato al Bisonte per un laboratorio sull’uso della cocciniglia naturale nell’arte, adesso vengono esibite le sue stampe, frutto dell’udo dell’incisione, della serigrafie e della litografia.

Gli esseri umani hanno da sempre cercato di dare significato alla vita, alcuni hanno pensato di trovarlo nel denaro, nel riconoscimento sociale, nel potere politico e in molte altre cose.

Tuttavia, oltre la sfera materiale, nella solitudine dell mente, nell’indagine del nostro passato e nella contemporaneità del presente facciamo tesoro delle esperienze che sono per noi rilevanti nel momento.

È vero che non tutte le esperienze sono buone e che l’essere umano adulto è il risultato di un accumulo di esperienze sia positive che negative le quali forgiano il nostro temperamento; da qui l’artista trova una modo di esprimere i suoi ricordi intessuti nella trama delle sue opere grafiche, dando colore alle esperienze che lo hanno appagato.

In questa grande mostra di opere grafiche Alejandro Martìnez condivide le sue esperienze, i suoi ricordi, la sua storia e ci racconta un po’ della sua famiglia, delle sue illusioni, delle sue radici e dell’importanza del trascendere nell’arte, ricordando le grandi storie che ci condurranno dal presente ad un futuro pieno di speranza.

Il maestro carminio della cocciniglia cattura i ricordi dell’anima, i suoi sorrisi, le sue storie attraverso diverse tecniche ella grafica d’arte.

Lili Barone Kantor – Incisioni e disegni

Inaugurazione venerdì 14 giugno alle ore 18.00
Galleria della Fondazione Il Bisonte
Via San Niccolò 24/rosso, Firenze
Tel. 055 2342585
e-mail: gallery@ilbisonte.it
Firenze, 14 giugno – 14 luglio 2019

Estratto dal catalogo presente in galleria:
…È tuttavia meraviglioso come, malgrado l’inevitabile lentezza dei procedimenti d’incisione e di stampa, le opere di Lili mantengano la freschezza d’una prima emozione, come trasmettano la gioia del vedere e del fare. Lili dà nelle incisioni nuova vita alle cose spesso inosservate che ha vicine, come il ramo spezzato d’una rosa, la biforcazione d’un albero.”

Carlo Bertelli
Già direttore della Calcografia Nazionale

Michael Goro – Incisioni

Inaugurazione giovedì 23 maggio alle ore 18.00
Galleria della Fondazione Il Bisonte
Via San Niccolò 24/rosso, Firenze
Tel. 055 2342585
e-mail: gallery@ilbisonte.it
Firenze, 23 maggio – 12 giugno 2019

CENNI BIOGRAFICI

Michael Goro è nato a San Pietroburgo, dove è cresciuto e si è laureato in architettura. Nel 1990 è emigrato a Gerusalemme, dove ha scoperto l’incisione che poi è diventata il suo linguaggio artistico principal. Nel 1993 si è trasferito negli Stati Uniti dove ha completato il suo percorso di studi ottenendo un M.F.A. in grafica d’arte presso l’Università dell’Illinois, Urbana-Champaign. Attualmente è professore presso il dipartimento di Arti Grafiche dell’American Academy of Art a Chicago, per il quale ha ideato il programma di studio che ha poi insegnato negli scorsi quindici anni. Il lavoro di Goro può essere trovato in numerose collezioni private e pubbliche. Ha ottenuto residenze d’artista e mostre in tutto il mondo. Ha, inoltre, ricevuto molti premi negli Stati Uniti, in Europa e in Asia.

Queste modeste righe su Michael Goro non rendono giustizia al suo lavoro: le sue incisioni sono prfonde e complesse, sia nel linguaggio che nella tecnica. Meticolose ma non come un ricamo bensì come una forza modificatrice che con irruenza e meticolosità lavora la lastra, la piega fisicamente alla volontà dell’artista. Le sue incisioni sono paesaggi urbani poderosi, dove la città è sempre l’anti eroe protagonista della sua narrazione bilanciato da incursioni di controcanto intestate a figure iconiche come certi ritratti rinascimentali.

Robin Ezra and Annie Day

Drawn to Print

Inaugurazione martedì 30 aprile alle ore 18.00
Galleria della Fondazione Il Bisonte
Via San Niccolò 24/rosso, Firenze
Tel. 055 2342585
e-mail: gallery@ilbisonte.it
Firenze, 30 aprile – 17 maggio 2019

Visioni di una natura diversa da quella a cui siamo abituati, animali esotici, ma parallelamente volti classici, amichevoli, quasi familiari, tutto scandito da paesaggi di città arcaiche, medievali, un intreccio affascinante che si unisce ad una narrazione che qui al Bisonte è già stata presente: l’Australia.
Ma questa volta le voci narranti sono quelle di due sorelle che hanno fatto della grafica d’arte la loro espressione più vibrante. Da più di dieci anni vengono a trovarci a Firenze, portando con se altri artisti, per immergersi nella frizzante atmosfera primaverile di questa città a lavorare nei nostri laboratori. Una storia, quella dell’incisione, che unisce tutto il mondo con proteiforme freschezza. Ma lo stupore di questa mostra proviene proprio da questa miscela di esotico e familiare, che forse è proprio uno dei tratti maggiormente distintivi della cultura Australiana.

Printmaking Sisters

Robin Ezra e Annie Day sono sorelle cresciute in una famiglia di arti in Australia: la madre era una creatrice di capi esclusivi e il padre fotografo. Annie ha iniziato a praticante arte da quando ha conseguito il diploma di pittura nel 1974 presso la National Art School di Sydney. Robin si è iscritta per la prima volta alle classi di Disegno dal Vero presso la ANU School of Art nel 1985. Le Printmaking Sisters sono appassionate sostenitrici di tecniche di stampa più salutari e rispettose dell’ambiente. Negli ultimi 14 anni hanno insegnato insieme queste tecniche a Firenze (Italia), UK, Nouva Zelanda e Australia.
www.annieday.com.au